CAPO DI LEUCA : LA BENZINA AUMENTA E NON SOLO, L OSS CI RIMETTE
CAPO DI LEUCA : LA BENZINA AUMENTA E NON SOLO, L OSS CI RIMETTE
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CAPO DI LEUCA : LA BENZINA AUMENTA E NON SOLO, L OSS CI RIMETTE

Sep 29, 2026


CAPO DI LEUCA : LA BENZINA AUMENTA E NON SOLO, L OSS CI RIMETTE

Dopo numerose segnalazioni mi accingo umilmente e senza presunzione ma equilibrio a fare un articolo sul fenomeno.


Se l'OSS Operatore Socio Santario si sposta con mezzo proprio da un Comune all'altro durante la giornata per effettuare l'assistenza, la situazione è chiarissima: non si tratta assolutamente di tragitto casa-lavoro, ma di trasferte per esigenze di servizio a tutti gli effetti. ​In questo scenario, il comportamento della cooperativa che rifiuta di pagare l'indennità chilometrica (e molto spesso anche il tempo impiegato per viaggiare tra un Comune e l'altro) è illegittimo.

L'indennità o rimborso chilometrico è previsto per gli OSS (Operatori Socio Sanitari), ma a determinate condizioni legate alle modalità di svolgimento del proprio lavoro.

E' previsto direttamente dai Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (CCNL) di riferimento, sebbene le modalità esecutive dipendano dal settore in cui l'OSS è impiegato (sanità pubblica o cooperative sociali/privato).

Per gli OSS che lavorano nelle cooperative sociali (regolate dal CCNL Cooperative Sociali), il tema dell'indennità chilometrica è disciplinato in modo specifico.

​L'articolo di riferimento del CCNL (solitamente l'Art. 82 - Rimborsi di trasferta o di missione) stabilisce che, quando al lavoratore viene richiesto di utilizzare il proprio mezzo di trasporto per esigenze di servizio, l'impresa cooperativa deve fissare i criteri per il rimborso delle spese chilometriche.

Come rompere il cerchio della paura di ricatto o ritorsione (in sicurezza)

​Se muoversi singolarmente fa troppa paura per il rischio ritorsioni o mancati rinnovi, ci sono modi per tutelarsi collettivamente o in forma protetta:

​Agire tramite il Sindacato (in forma anonima o collettiva): Rivolgersi a un sindacato di categoria (come Fp-Cgil, Fisascat-Cisl o Uiltucs) permette di aprire una vertenza non come singolo lavoratore isolato, ma come vertenza che riguarda tutti gli OSS della cooperativa che fanno lo stesso servizio. Spesso i sindacati intervengono chiedendo un incontro formale con la cooperativa per "tutti i dipendenti dell'appalto", proteggendo la tua identità individuale.

​La documentazione silenziosa: Anche se decidi di non fare un reclamo immediato, continua a registrare tutto in modo meticoloso per conto tuo (km percorsi, orari, piani di lavoro, ricevute del carburante se le hai). In questo modo, se un giorno la situazione dovesse sbloccarsi o se decidessi di cambiare cooperativa, potrai chiedere gli arretrati (ricorda che i crediti di lavoro si possono recuperare fino agli ultimi 5 anni).

​Ispettorato del Lavoro: È possibile effettuare anche una segnalazione anonima all'Ispettorato del Lavoro per denunciare prassi illecite generalizzate (mancato pagamento delle ore di viaggio e dei rimborsi chilometrici nell'assistenza domiciliare), spingendo per un controllo aziendale.

​Se ti trovi in questa condizione, valuta di fare un salto (anche in via del tutto confidenziale) presso una sede sindacale territoriale per esporre il problema. Spesso scoprirai che non sei l'unica a subire questa situazione nella tua cooperativa e che un'azione collettiva fa molta più paura alla cooperativa rispetto alla singola protesta del lavoratore isolato.

Per gli OSS dipendenti pubblici e non nelle cooperative sociali(assunti nelle aziende sanitarie locali, ospedali pubblici o enti del Servizio Sanitario Nazionale regolati dal CCNL del Comparto Sanità), le regole sono completamente diverse rispetto alle cooperative sociali e offrono una tutela molto più rigida e strutturata creando disparità, lotta di classe nonchè diseguaglianze sociali.

​Nel pubblico impiego non esiste la logica del "ricatto in sordina" legata ai rinnovi annuali degli appalti, poiché si parla di contratti a tempo indeterminato (o comunque stabili) e di procedure amministrative trasparenti.

Se un OSS dipendente pubblico e non in cooperativa sociale riceve un ordine di servizio formale per recarsi in una sede diversa dalla propria sede di servizio abituale (oppure per effettuare attività territoriali o domiciliari, laddove previste dal proprio profilo e incarico), si attiva la procedura di missione o trasferta.

Il caso del Capo di Leuca o della Puglia non fa eccezione: ovunque vi siano servizi di assistenza domiciliare (ADI o SAD) gestiti da cooperative sociali in regime di appalto pubblico, il tema dei rimborsi chilometrici e del pagamento del tempo di viaggio è una fonte costante di tensioni e vertenze sindacali.

Basta guardare alle cronache sindacali delle varie regioni per capire che la battaglia è ovunque la stessa:

​Da nord a sud (dalla Lombardia al Lazio, dalla Puglia alla Sicilia) i sindacati di categoria (Fp-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs) sono continuamente impegnati a siglare accordi ponte, accordi territoriali o a proclamare stati d'agitazione proprio per strappare un rimborso chilometrico dignitoso (spesso fissato attorno ai 0,40 euro al chilometro) che le aziende tenderebbero a tagliare o a ignorare.

Se parliamo nello specifico del territorio del Salento e del Capo di Leuca, la situazione è particolarmente complessa a causa della conformazione geografica: un territorio molto esteso, fatto di decine di piccoli comuni, frazioni e campagne, dove il servizio di assistenza domiciliare (SAD e ADI) gestito tramite appalti al ribasso alle cooperative sociali costrega gli OSS a percorrere ogni giorno un'enorme quantità di chilometri tra un paese e l'altro (ad esempio tra Tricase, Gagliano del Capo, Casarano, Patù, Castrignano e tutti i centri limitrofi).

Il motivo per cui nel Capo di Leuca e in molte zone simili d'Italia la questione resta un "nervo scoperto" è legato al meccanismo degli appalti al ribasso:

​I Comuni assegnano i servizi alle cooperative con budget risicati.

​Le cooperative, per vincere o rimanere in equilibrio nei bilanci, tendono a "dimenticare" i rimborsi nelle voci di spesa accessorie.

​Quando i sindacati intervengono, spesso si ottengono accordi tampone o aumenti una tantum, ma raramente si riesce a imporre un'applicazione rigida e costante su tutti i singoli operatori, complice anche il timore dei lavoratori di esporsi singolarmente.

​​Vivendo e lavorando in un'area come il Capo di Leuca, dove le distanze tra un utente e l'altro in mezzo alle campagne o tra piccoli centri richiedono inevitabilmente l'uso dell'auto e consumo di carburante, subire questa situazione significa pagare di tasca propria per andare a lavorare.

Le distanze medie tra comuni del Capo di Leuca

​Tricase Gagliano del Capo: circa 11 km (andata e ritorno sono 22 km).

​Tricase Morciano di Leuca: circa 13 km (andata e ritorno sono 26 km).

​Gagliano del Capo Morciano di Leuca: circa 7-8 km (andata e ritorno sono circa 14-15 km).

​Un OSS che durante lo stesso turno deve spostarsi tra questi centri o nelle relative campagne/frazioni per coprire più utenti arriva facilmente a percorrere tra i 30 e i 50 chilometri al giorno solo per motivi di servizio.

Quanto costa in termini di benzina e usura (Il calcolo)

​Prendendo in esame i parametri attuali:

​Costo del carburante: La benzina viaggia intorno ai 2,10 - 2,15 € al litro (modalità self/ordinaria).

​Consumo medio di un'utilitaria: Un'auto comune (utilitaria a benzina o diesel) percorre in media 15 km con un litro.

​Se un OSS percorre solo 40 km al giorno per ragioni di servizio:

​Ha bisogno di circa 2,5 litri di carburante al giorno solo per gli spostamenti di lavoro.

​Significa spendere circa 5,30 - 5,50 € al giorno di sola benzina.

​Su base mensile (calcolando circa 20-22 giorni lavorativi), la spesa viva solo per il carburante si aggira tra i 110 € e i 120 € al mese.

CALCOLA DA SOLO I 0.40 al chilometo che la cooperativa non paga.

Siamo di fronte a una gestione del lavoro a dir poco spregiudicata, per non dire illegale.

​In aggiunta se la cooperativa non ti paga il tempo che passi in macchina per spostarti da un Comune all'altro (ad esempio tra Tricase, Gagliano e Morciano) e non ti rimborsa la benzina, significa che sta commettendo due violazioni contrattuali e di legge gravissime:

​Il furto del tempo di lavoro (Lavoro gratuito)

​La giurisprudenza italiana e i CCNL di categoria sono chiarissimi: il tempo di viaggio impiegato durante l'orario di servizio per raggiungere i diversi utenti è orario di lavoro a tutti gli effetti.

Nell'organizzazione del lavoro di molte cooperative sociali, l'isolamento dei lavoratori è una scelta voluta e calcolata.

​Ecco perché la mancata conoscenza tra colleghi della stessa cooperativa è lo strumento principale con cui riescono a mantenere intatto questo sistema di sfruttamento:

​Il principio del "divide et impera" (dividi e comanda)

​Se gli OSS della stassa cooperativa non si conoscono, se lavorano in zone diverse o in fasce orarie sfalsate senza mai incontrarsi in una sede fisica (perché i turni partono direttamente da casa dell'utente), si crea una barriera invisibile:

​Nessuno parla con l'altro: Non puoi confrontarti sulla busta paga, non puoi scoprire che a te non pagano i chilometri mentre un collega forse li ottiene (o viceversa), e non puoi condividere il malcontento.

​Manca la percezione del problema collettivo: Finché rimani isolato, pensi di essere un caso isolato o che "forse funziona così per tutti", e ti tieni la rabbia dentro. Non sai che quel disagio è condiviso da decine di altre persone nella tua stessa zona.

​Azzeramento del potere contrattuale

​Una forza lavoro isolata e frammentata non potrà mai fare massa critica.

​Una cooperativa sa benissimo che se un singolo OSS protesta per il rimborso chilometrico, è facilmente "ignorabile" o ricattabile con la minaccia del mancato rinnovo del contratto o dello spostamento in un'utenza scomoda.

​Se invece i lavoratori si parlano, si organizzano e scoprono di subire lo stesso torto, la paura cambia di campo: diventa la cooperativa a temere una vertenza collettiva o uno sciopero che paralizzerebbe il servizio di assistenza domiciliare.

​Come spezzare questo isolamento?

​Spezzare questo muro del silenzio è il primo atto di autodifesa per un OSS. Anche se la cooperativa fa di tutto per tenervi "separati" sul territorio tra Tricase, Gagliano e Morciano, ci sono modi per trovarsi:

​I corsi di formazione e aggiornamento obbligatori: Sono spesso l'unica occasione in cui l'azienda è costretta a riunire i dipendenti in una stanza. Quelli sono i momenti chiave per scambiarsi due parole fuori dalla sala, prendere un contatto telefonico e iniziare a fare rete.

​I sindacati territoriali: Rivolgersi alle sedi locali della CGIL, CISL o UIL anche in maniera confidenziale serve spesso anche a questo: gli operatori sindacali conoscono già i dipendenti delle varie cooperative della zona e possono fare da "ponte" per mettervi in contatto con i colleghi che lavorano nella vostra stessa azienda, senza che dobbiate esporvi subito allo scoperto.

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