ATTENZIONE PENSIONATI IGNARI
Mar 13, 2026
DA DIVERSE INTERLOCUZIONI A CASTRIGNANO DEL CAPO E A GAGLIANO DEL CAPO ESISTE CON EVIDENZA UN FRONTE DI PENSIONATI AL DI SOTTO DEL MINIMO VITALE CHE HA RICEVUTO ALMENO UNA VOLTA COMUNICAZIONI DA PARTE DELL'INPS CHE RECLAMA DOVUTI ILLEGITTIMI PER SUOI ERRORI DI CALCOLO.
VI SUGGERISCO DI SPEDIRE VIA PEC UNA COMUNICAZIONE COME LA SEGUENTE IN ASSENZA DI DOLO E CON LE NECESSARIE MODIFICHE SUGLI IMPORTI.
OGGETTO: Opposizione formale a richiesta di recupero indebito previdenziale – Pensione sociale n. [INSERIRE NUMERO PRATICA] – Invocazione art. 52, comma 2, L. 88/1989
Spett.le
INPS – Istituto Nazionale della Previdenza Sociale
Sede di VIA AGNESE CONTRADA PIGNA, 73042 CASARANO
alla attenzione del Direttore FRANCO CASTELLUCCI
direzione.agenziacomplessa.casarano@postacert.inps.gov.it
direzione.casarano@inps.it
Il/La sottoscritto/a ________________ nato/a a _________________ il _________________ , codice fiscale ______________ , residente in __________________ , in qualità di titolare della pensione sociale n.
PREMESSO CHE
- con comunicazione del DATA COMUNICAZIONE INPS codesta Spett.le Amministrazione ha contestato un presunto indebito previdenziale per il periodo dal gennaio 2023 al 13 febbraio 2025, quantificato in complessivi € _______,00;
- secondo quanto comunicato, tale importo deriverebbe da un'erogazione maggiorata della pensione sociale, oscillante tra € ______ e € _______ mensili, rispetto all'importo spettante;
- codesto Istituto ha richiesto il recupero di tale somma mediante trattenuta alla fonte in 72 rate e versamento diretto della parte residua tramite bollettino o bonifico;
- il sottoscritto percepisce una pensione sociale di importo mensile pari a € 456,00, al di sotto del minimo vitale;
CONSIDERATO CHE
- L'errore è esclusivamente imputabile all'INPS: l'erogazione di importi maggiorati per oltre due anni (gennaio 2023 - febbraio 2025) è derivata da un errore di calcolo o di liquidazione dell'Istituto, come risulta dalla stessa comunicazione ricevuta. Il sottoscritto non ha mai fornito dichiarazioni mendaci, omesso comunicazioni dovute o posto in essere alcun comportamento che abbia determinato o concorso a determinare l'indebita erogazione;
- Assenza totale di dolo: il sottoscritto ha sempre percepito in buona fede gli importi erogati dall'INPS, legittimamente confidando nella correttezza dei calcoli effettuati dall'Istituto. Non sussiste alcun elemento che configuri un comportamento doloso, fraudolento o anche solo negligente da parte del pensionato;
- Tutela dell'affidamento: come costantemente affermato dalla giurisprudenza di legittimità (Cass. n. 13917/2021; Tribunale lavoro Vibo Valentia n. 675/2025), il principio di affidamento tutela il pensionato che legittimamente presume la correttezza degli importi liquidati dall'INPS e non è in grado di verificarne autonomamente la conformità normativa;
- Irripetibilità dell'indebito previdenziale: l'art. 52, comma 2, della legge n. 88/1989 stabilisce espressamente che le somme erogate per errore dall'ente previdenziale non sono ripetibili, salvo il caso di dolo del percettore. Tale principio deroga alla disciplina generale dell'art. 2033 c.c. proprio per tutelare l'affidamento del pensionato in buona fede;
- Natura assistenziale e alimentare della prestazione: la pensione sociale ha natura assistenziale ed è destinata al soddisfacimento di bisogni primari e alimentari. Il recupero di € ______,00 su una prestazione mensile di € 456,00 comporterebbe un grave pregiudizio alle condizioni di vita del sottoscritto, già in situazione di fragilità economica;
- Violazione dei limiti di trattenuta: anche qualora fosse ipotizzabile il recupero (quod non), le modalità prospettate dall'INPS violerebbero i limiti previsti dall'art. 69, comma 1, della legge n. 153/1969 (e le successive integrazioni come la L. 412/1991) , che impone la salvaguardia del trattamento minimo e limita le trattenute a un quinto dell'importo pensionistico solo se non viola i limiti di trattenuta sul minimo vitale.
TUTTO CIÒ PREMESSO E CONSIDERATO
Il sottoscritto SI OPPONE FORMALMENTE alla richiesta di recupero dell'asserito indebito previdenziale di € ______,00, per le seguenti ragioni:
a) Insussistenza dei presupposti di legge per il recupero, ai sensi dell'art. 52, comma 2, L. 88/1989, in assenza di dolo del percettore;
b) Errore esclusivo dell'INPS nella liquidazione della prestazione, senza alcun concorso del pensionato;
c) Buona fede del sottoscritto e legittimo affidamento nella correttezza degli importi erogati dall'Istituto;
d) Violazione del principio di tutela dell'affidamento e della buona fede nelle relazioni previdenziali;
e) Natura assistenziale della prestazione e grave pregiudizio alle condizioni di vita derivante dal recupero;
f) Violazione dei limiti di trattenuta previsti dalla legge n. 153/1969 .
In punto di fatto e di diritto, si osserva con fermezza che la prestazione percepita dal sottoscritto ammonta a soli € 456,00 mensili, importo che si colloca già ben al di sotto del trattamento minimo vitale (Articolo 38 della Costituzione Italiana) stabilito dallo Stato (fissato per l'anno 2026 in € 614,00). Ne consegue che qualsiasi pretesa di recupero risulterebbe non solo illegittima ai sensi dell'art. 52 L. 88/1989, ma profondamente lesiva della dignità umana e del diritto alla sopravvivenza costituzionalmente garantito. Risulta paradossale, oltre che giuridicamente nullo, che l'Ente intenda decurtare una somma già insufficiente a garantire i bisogni primari, per rimediare a un errore di calcolo esclusivamente imputabile ai propri uffici.
PERTANTO
Il sottoscritto DIFFIDA formalmente codesto Spett.le Istituto dal procedere a qualsiasi forma di recupero, sia mediante trattenuta alla fonte sulla pensione, sia mediante richiesta di versamento diretto, e CHIEDE il formale annullamento della richiesta di restituzione comunicata in data DATA COMUNICAZIONE INPS
Si RISERVA espressamente, in caso di mancato accoglimento della presente opposizione entro 30 giorni dal ricevimento, di adire l'Autorità Giudiziaria competente per far valere i propri diritti, con richiesta di condanna dell'INPS alla restituzione di eventuali somme indebitamente trattenute, oltre interessi legali e spese di lite.
Si richiede cortese riscontro scritto entro e non oltre 30 giorni dalla ricezione della presente.
Distinti saluti.
Luogo e data
ALLEGATI:
- Copia documento d'identità del sottoscritto
- Copia comunicazione INPS di richiesta recupero indebito
Walter Petese : FreeLance, Consulente Informatico, Programmatore
Offro soluzioni informatiche personalizzate, Web, Db, sviluppo software e consulenza tecnica specialistica per aziende e privati. Contattami 371 1786796 su WZ per qualsiasi esigenza legata alla programmazione e all'assistenza sistemistica.