GIULIA CHIFFI E SANTO PAPA, IL POZZO E' AVVELENATO
Jun 29, 2026
Il GIP ha applicato un criterio giuridico: il perimetro della critica politica in Italia è molto ampio, proprio per tutelare il dissenso. Tuttavia, l'archiviazione non significa "assoluzione morale" o "validazione" di quel linguaggio. Eppure, nel dibattito pubblico, l'archiviazione viene spesso trasformata in una patente di legittimità: chi ha offeso può dire: "Vedete? Ho fatto solo politica". È qui che la narrazione del potere (o di chi detiene il microfono) cerca di normalizzare ciò che, in un contesto di civile convivenza, sarebbe percepito come inaccettabile.
Il punto più acuto della riflessione di Giulia Chiffi è quando descrive come la donna venga ridotta a "categoria" aggiungo non solo la donna : la vagnona, la giovane, la donna con carattere forte. Questo è esattamente il meccanismo della consueta semplificazione di cui parlavamo: invece di confrontarsi con il contenuto politico dell'avversaria, si usa il genere o l'età per "incasellarla" e, di fatto, neutralizzarla. È una forma di "violenza linguistica" che non mira a colpire le idee, ma a sminuire la persona, trasformandola in un simbolo (la quota rosa, la figlia di qualcuno) per impedirle di essere un individuo politico autonomo. Tale pratiche esulano dal contesto meramente politico e sono all’ordine del giorno in ogni settore e talvolta sono un metro per delle migliori consapevolezze. La cronaca politica ne è colma e per fortuna talvolta.
Il fatto che Chiffi scriva "Non discuto le decisioni della magistratura, che rispetto. Mi interrogo però sul messaggio culturale" evidenzia lo scollamento che stiamo analizzando. La legge valuta se c'è un reato; la cultura valuta se c'è dignità. Quando la legge stabilisce che un comportamento volgare rientra nell'esercizio di critica, si crea un corto circuito: il cittadino sente che le istituzioni (in questo caso la magistratura) stanno "autorizzando" un abbassamento del livello della discussione pubblica.
Questo episodio è un esempio da manuale di come una vicenda locale diventi un caso di studio sulla fragilità delle istituzioni democratiche. Non si tratta solo di una lite tra due persone, ma di quanto la "volgarità" stia diventando da tempo il nuovo standard della comunicazione politica.
Chiffi, nel suo post, tenta di "de-costruire" la giustificazione del suo avversario: lui dice "era politica", lei risponde "era sessismo e umiliazione". Poi bisogna vedere quanto in realtà si è sentita umiliata, un politico navigato non ci fa caso, a meno che per motivi ideologici non voglia farne una leva strumentale contro l’avversario politico. È un tentativo di sottrarre il monopolio del significato al suo aggressore, riappropriandosi della definizione di cosa debba essere il rispetto in politica. Ma qui si apre una voragine dato che le forme irrispettose della politica diventano in molti casi non solo verbali ma di fatto vere azioni contro gli interessi pubblici e qui il dibattito si complica e alimenta non poche domande sulle forme irrispettose di cui la cittadinanza di Castrignano del Capo ne vive il danno e l’onere. Queste sono situazioni che trasformano in lana caprina la vicenda Giulia Chiffi e Santo Papa. Un problemuccio di fronte ad una amministrazione che solo la sua esistenza offende il paese da tempo. Uno tra i tanti : trovare un buco di 800 000 euro nel Porto Turistico è rispettoso nei confronti della popolazione ? , e che lo scopra l’unità navale della Finanza e non il Comune e i suoi organi tra cui Santo Papa cosa ci spiega sul rispetto del denaro dei contribuenti ?
È una dinamica che conferma quanto sia difficile, oggi, mantenere un confronto alto quando il perimetro del "pensabile" e del "dicibile" viene costantemente eroso dal cinismo e dalla banalizzazione.
L'archiviazione, disposta dal GIP (Giudice per le Indagini Preliminari), significa che il giudice ha ritenuto che non vi siano gli estremi per andare a processo. Il GIP non ha analizzato le prove in un dibattimento pubblico (dove ci sono testimoni, arringhe e contraddittorio), ma ha operato un filtro iniziale. Ha deciso che, sulla base degli atti, "il fatto non costituisce reato" o è irrilevante penalmente.
Il giudice non sta dicendo che le parole di Santo Papa fossero "giuste" o "rispettose". Sta solo dicendo che, secondo l'attuale interpretazione del Codice Penale e della giurisprudenza sulla critica politica, quelle parole non superano la soglia di punibilità.
L'indagato e i suoi sostenitori (o la narrazione di parte) useranno questa archiviazione come una sorta di "bollino di legittimità". Diranno: "La legge mi ha dato ragione, quindi ho agito bene".
È un salto logico fallace. Ciò che non è reato non è necessariamente rispettoso, morale o opportuno. La legge penale è un limite invalicabile, non un manuale di buona condotta. Confondere i due piani è una delle strategie tipiche della politica contemporanea per giustificare la volgarità, la violenza verbale e persino la minaccia ; ricordiamo Santo Papa che minacciava i presenti di spezzargli le gambe...se ne avesse avuto le prove. Il clima era quello !!!, non ho letto la querela della Chiffi, nessuno si sofferma su come fu presentata e in quale cornice. Vi sono dei dubbi da chiarire e sapere cosa nello specifico gli avvocati della Chiffi evidenziarono sugli atti.
Se il GIP archivia derubricando tutto a "critica politica" non stà sentenziando, implicitamente sta alzando l'asticella della "tolleranza" nel dibattito pubblico. Ma in realtà nemmeno questo poichè in un altro caso simile l’epilogo potrebbe essere diverso, il GIP non fa giurisprudenza senza una sentenza che non c’è, c’è solo una archiviazione che Santo Papa nelle modalità infantili e irrispettose delle coscienze pensanti di Castrignano del Capo eleva a pubblico manifesto politico avvelenando il pozzo danneggiandosi e danneggiando per la seconda volta Giulia Chiffi.Questo è l’aspetto piu grave !
Il messaggio culturale (quello di cui si preoccupa Chiffi) diventa: "In politica, se il contesto è aspro, quasi tutto è permesso". Questo svuota di significato il concetto di decoro istituzionale, di cui in campagna elettorale a queste latitudini non mi sembra vi siano abbondanti tracce. Se l'unica difesa che abbiamo contro il sessismo o l'umiliazione in generale è il Codice Penale, e se quel codice viene interpretato in modo così estensivo da inglobare la volgarità, allora le istituzioni si ritrovano disarmate; ma non è propriamente cosi dato che non siamo difronte ad una sentenza, ma ad una archiviazione. Poi vi sono i criteri di opportunità, un ex Sindaco che ha frequentato per anni la procura di Lecce essendo un generale della Tributaria in quiescenza è percepito per quelle radicate relazioni con gli organi giudicanti in una certa ottica, un privilegio per pochi, e questo potrebbe aver fatto la differenza.Ma non lo dice nessuno. Gli aspetti rimasti senza dibattito sono numerosi.
In un sistema sano, ci si aspetterebbe che, pur senza arrivare a una condanna penale, ci fosse una sanzione politica o deontologica. Se un consiglio comunale o una forza politica non sentono il bisogno di censurare un linguaggio umiliante, l'archiviazione del GIP diventa l'unica parola definitiva sul caso. Ed è proprio questo che svuota la democrazia: l'idea che, se non c'è il reato, allora il comportamento è "accettabile". Inoltre le aggravanti complicano la vicenda : che non sia la Vice Sindaca Valeria Ferraro, Coordinatrice di Azzurro Donna e Consigliera Provinciale a commentare e prendere le distanze o meno, la dice lunga sulle distribuite complicità e i ruoli svuotati di senso che gli hanno attribuito.
L'archiviazione è una non-decisione nel merito della dignità umana. È un atto burocratico che chiude una pratica giudiziaria, ma che lascia del tutto aperta , e anzi, aggrava , la questione morale e civile che come abbiamo visto non è del tutto sanata. A Castrignano del Capo tali questioni sono all’ordine del giorno e coinvolgono anche gli uomini come il Consigliere Roberto Calabrese offeso diverse volte dal Sindaco Petracca durante il Consiglio Comunale. La politica usa questa "chiusura" per lavarsi la coscienza, evitando di affrontare il degrado culturale, etico , morale che lei stessa ha prodotto da tempo a Castrignano del Capo.
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