PADRI TRINITARI, LA CARITÀ CALPESTATA: QUANDO LA TONACA DIFENDE IL DECORO E DIMENTICA IL VANGELO
Jul 30, 2026
GAGLIANO DEL CAPO — Ci sono notizie che non fanno solo cronaca, ma scavano a fondo nelle miserie morali di chi dovrebbe rappresentare un presidio di carità e giustizia. Il furto consumato all'interno del convento dei Padri Trinitari durante le esequie di Padre Angelo Buccarello non è soltanto un reato da matita rossa: è lo specchio impietoso di una comunità che ha smarrito il senso stesso della propria missione, barattando l'umanità con la convenienza di facciata.
La vicenda ha contorni che indignano. Da sette anni un ospite vive all'interno della struttura in un "tugurio" privo di cucina e di spazi adeguati, esposto a carenze strutturali e di sicurezza che avrebbero dovuto far arrossire chi amministra il convento. Ma il peggio è arrivato dopo.
Nel momento in cui i malviventi hanno colpito approfittando del lutto collettivo, ci si sarebbe aspettati lo scatto d'orgoglio di una comunità cristiana: vicinanza alla vittima, accoglienza del dolore, ricerca della verità. E invece no. La priorità è diventata la salvaguardia del marchio, il quieto vivere, la pulizia dell'immagine istituzionale.
Prima un articolo di cronaca che fotografava la realtà dell'incursione criminale nel convento; poi, a stretto giro, la smentita veloce, quasi un comunicato di pubbliche relazioni volto a circoscrivere il danno: "Non ai nostri danni". Un cavillo burocratico e meschino per dire che a rimetterci è stato solo l'ospite dimenticato nel tugurio.
È qui che si consuma la vera profanazione. Più grave della serratura "forzata" o degli oggetti sottratti è il cinismo di chi si volta dall'altra parte, di chi trasforma una vittima in un corpo estraneo per evitare che la polvere finisca sotto il tappeto del decoro conventuale.
Dov'è finita la cura per gli ultimi? Dove sono i valori della regola trinitaria quando si tratta di stringersi attorno a chi soffre? Ridurre la dignità di una persona a un danno collaterale da smentire sui giornali locali dimostra che, in certi conventi, si custodiscono le mura ma si svuota il Vangelo. E quando la tonaca serve a coprire l'indifferenza, l'abito religioso non è più segno di santità, ma il sipario ipocrita di una recita indegna.
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